Solaris

Autore: Stanislaw Lem

 

Giudizio: ****

 

In questo libro non si narra solo di un'esplorazione spaziale, ma si descrive anche la più ostica e travolgente esplorazione dell'anima, se così possiamo chiamare tutto ciò che sono i sentimenti, i ricordi, le relazioni con altre entità intelligenti raccolti come esperienze di un essere umano.

 

Solaris è un pianeta che gravita intorno a due stelle, particolarità che lo rende interessante per gli scienziati. Il pianeta è ricoperto da un oceano gelatinoso che pare sia il reale artefice della possibilità, che nega le leggi della fisica terrestre, di gravitare intorno a due stelle. Partendo da queste basi viene addirittura creata una disciplina, chiamata Solaristica, che è impegnata ad indagare questo strano pianeta. Dagli studi pionieristici emerge che l'oceano potrebbe essere qualcosa di più e di diverso rispetto all'iniziale ipotesi di soggetto fisico che regola le dinamiche gravitazionali. Alcuni scienziati valutano che l'oceano sia un vero e proprio essere pensante, dotato di intelligenza propria, ovvero che sia un essere vivente, l'unico abitante del pianeta secondo il metro umano.

L'attività dell'oceano si manifesta in modo mastodontico ed incomprensibile. Genera complicate e gigantesche strutture che persistono per un certo periodo e poi si sciolgono. Gli scienziati hanno catalogato tali manifestazioni della natura Solaristica e le hanno esplorate dando loro nomi stranissimi. Queste esplorazioni purtroppo costano la vita a diversi scienziati e piloti anche se il protagonista, Kris, intravede negli incidenti una strana avventatezza degli esploratori più che una reale intenzione dell'oceano di "difendersi". L'oceano pare ritrarsi per accogliere, per lasciar vedere fin dove è possibile. È l'uomo che si trova davanti all'inatteso e non riesce a gestire la novità.

 

Kris è uno psicologo e viene comandato a raggiungere tre colleghi scienziati sulla base del pianeta sospesa a diversi chilometri dall'oceano. Al suo arrivo viene accolto da un collega, Snaut, che parla in modo illogico quasi a voler nascondere qualcosa ed al tempo stesso voler mettere in guardia il nuovo arrivato. L'evoluzione dei primi accadimenti sul pianeta porteranno il protagonista ad incontri strazianti e dolci, inspiegabili e reali. Sarà l'inatteso che dovrà gestire.

 

Il libro è intriso della volontà dell'uomo di estendere le proprie conoscenze, ma mostra come questo avvenga per "conquista" e non per "collaborazione". Allo stesso tempo l'autore descrive la frustrazione indotta dall'impossibilità di comunicare, ovvero l'impossibilità di comunicare attraverso i canoni scelti dall'umano. Ma soprattutto l'uomo è pervaso dal terrore che il pianeta sappia ascoltarlo, conosca i suoi segreti più reconditi, ma non riesca a comprenderli. Un'entità che sa cosa pensi eppure non ti comprende è un ostacolo che per l'umano è insormontabile perché non pone al centro l'antropocentrismo che caratterizza l'umano da sempre. Seppur grandioso e mastodontico ciò che l'uomo esplora può essere catalogato, ma non accettato, forse perché l'oceano non è un essere vivente come l'uomo lo immagina, ma una moltitudine che lo osserva e che non lo sa capire. Questo schianta filosofia, scienza e cultura di una specie intera, quella che l'esploratore ritiene l'unica possibile.